Immigrazione: UE firma accordo per contrastare le cause dell’immigrazione

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Il Consiglio europeo

ed il Parlamento europeo

hanno firmato un accordo dal valore di 3,3 miliardi di euro, per contrastare le cause dell’immigrazione attraverso la mobilizzazione di investimenti privati nei paesi di origine dei migranti.

È attesa l’approvazione ufficiale del Parlamento europeo attraverso le votazioni in seno al comitato per gli affari esteri, previste per l’1 luglio, e durante la sessione plenaria del 6 luglio.

Le istituzioni europee sperano che il patto produca un “effetto leva”, portando alla crescita degli investimenti, fino alla cifra di 44 miliardi di euro.

L’obiettivo del fondo è quello di ridurre la povertà nei paesi di origine dei migranti, creando opportunità lavorative e supportando le attività locali.

In cambio, questi Stati che riceveranno aiuti economici dovranno attenersi a regole precise riguardanti il rispetto dei diritti umani, i diritti del lavoro e la trasparenza fiscale.

Gli investimenti europei si divideranno tra due piattaforme regionali: una in Africa, ed una nei Paesi che sono investiti dalle politiche europee di vicinato.

In base all’accordo, almeno il 28% dei soldi sarà destinato al supporto del rispetto e dell’entrata in vigore del patto sul clima di Parigi.

Le risorse del nuovo patto, chiamato European Fund for Sustainable Development (EFSD), saranno ricavate dal bilancio europeo 2014-2020 e dai fondi dello European Development Fund (EDF).

Secondo le stime dell’International Organization for Migration (IOM), dal primo gennaio al 29 giugno 2017, sono giunti in Europa via mare 95,768 migranti. L’85% di questi è giunto in Italia, i restati sono arrivati in Grecia, a Cipro e in Spagna.

Alla luce di ciò, Il governo italiano riferisce che la situazione sta diventando insostenibile.

Lo scorso 4 febbraio, l’Italia ha firmato un accordo sull’immigrazione con la Libia, paese dal quale si verificano la maggior parte delle partenze dei barconi di migranti verso l’Europa, stanziando 200 milioni di euro per avviare la collaborazione tra i due paesi.

Con tale patto, Roma e Tripoli mirano a intervenire per scoraggiare l’immigrazione clandestina e per rimandare i migranti illegali nei loro Stati di provenienza entro una settimana dopo il loro arresto.

Successivamente, il 2 aprile, il governo italiano ha reso noto che 60 leaders tribali libici hanno firmato un accordo di pace, accettando di collaborare con le forze di sicurezza italiane per ridurre il flusso di migranti verso l’Europa.

I Touareg controlleranno i confini con l’Algeria, mentre i Tobou opereranno lungo i confini con il Chad ed il Sudan. Nonostante questi sforzi, i flussi migratori stanno aumentando sempre di più, motivo per cui l’Italia sta valutando di negare l’approdo nei propri porti alle navi che effettuano i salvataggi al largo delle coste libiche aventi bandiera straniera.

Il premier italiano,Paolo Gentiloni, ieri a Berlino per partecipare all’incontro dei Paesi europei del G20, ha riferito: “L’Italia non si è mai sottratta ai propri impegni per soccorso in mare e accoglienza umanitaria e non intende farlo ma chiede di discutere del ruolo delle ONG, della missione di Frontex, delle risorse a disposizione per lavorare in Libia e negli altri Paesi africani, della possibilità di allargare i nostri programmi”.

Gentiloni, inoltre, ha chiesto che i meccanismi di ricollocamento vengano rispettati e migliorati, dal momento che l’Italia da sola rischia di non riuscire a gestire il crescente numero di rifugiati che arrivano quotidianamente sulle sue coste.

Intanto, nel corso dei 10 giorni passati, sono stati fermati 2,696 migranti dalle autorità turche, mentre tentavano di oltrepassare i confini con l’Unione Europea.

Il 18 marzo 2016, l’UE ha firmato un accordo con il primo ministro turco, Ahmet Davutoğlu, con l’obiettivo di fermare i migranti prima di entrare in Europa, e di rimandare indietro quelli non idonei a ricevere il diritto di asilo.

L’attuazione del piano ha portato alla chiusura della rotta balcanica e all’intensificazione della lotta contro l’attività dei trafficanti di esseri umani. L’IOM riferisce che, dal primo gennaio al 29 giugno 2017, 1,117 migranti sono giunti in Europa via terra.

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