Siria, attacco con armi chimiche. Mosca: “E’ stato raid su un deposito dei ribelli”

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L’Osservatorio siriano per i diritti umani aveva subito accusato Assad. Ma dal Cremlino spiegano che l’attacco, condotto dall’esercito siriano, è andato a colpire “un grande deposito di munizioni dei terroristi”. In giornata riunione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. E a Bruxelles si apre la Conferenza sulla Siria

Riunione d’urgenza al Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Cresce ancora il numero delle vittime dopo l’attacco con armi chimiche a Khan Sheikhun, nella provincia di Idlib in Siria. E oggi l’Osservatorio siriano per i diritti umani – ong con sede a Londra e considerata vicina alle milizie ribelli – parla di almeno72 morti, e non più 58. Tra loro ci sono anche 20 bambini e 17 donne. Numeri che, però, potrebbero continuare a salire nelle prossime ore perché i feriti sono decine e ci sono anche alcuni dispersi. L’Unione delle organizzazioni di soccorso e cure mediche (Uossm), ad esempio, già ieri parlava di “100 morti per soffocamento e 400 feriti”. Una strage raccontata al fatto.it anche da alcuni testimoni e documentata dalle immagini, comparse già ieri sui social, che ritraevano bambini e adulti morti soffocati dal gas. E anche oggi, sempre secondo l’ong, alcuni caccia “hanno effettuato almeno cinque raid contro aree nei pressi di Khan Sheikhun”, anche se al momento non si hanno notizie di vittime.

 

 

 

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